Francesco Torselli, classe 1976, inizia l’impegno politico ai tempi delle scuole superiori, sull’onda della stagione di Mani Pulite, dei violenti attentati ai giudici Falcone e Borsellino e della bomba mafiosa di via dei Georgofili a Firenze.

“Quel giorno ho capito che di mafia non si moriva solo in Sicilia e che la mia generazione non poteva starsene con le mani in mano, ad assistere all’immobilismo di una classe politica che, mentre il paese era messo in ginocchio per mano della mafia, pensava soltanto alle proprie tasche”.

Nel 1999 viene eletto presidente di Azione Giovani a Firenze, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale e nel 2009 entra per la prima volta in consiglio comunale a Palazzo Vecchio, chiamato a fare opposizione al nuovo sindaco Matteo Renzi. Nel 2014 viene eletto per la seconda volta in consilgio comunale e viene chiamato da Giorgia Meloni a ricoprire l’incarico di portavoce regionale di Fratelli d’Italia. Nel 2019 decide di non ricandidarsi in consiglio comunale.

“Da ragazzino, non sopportavo quelli che facevano i consiglieri comunali, i consiglieri regionali o i deputati per 20, 25 o 30 anni. Ho sempre pensato che dopo 10 anni nello stesso posto, sia doveroso lasciare spazio ad altri, più giovani e più motivati. Nel 2019, quando è toccato a me, non avrei mai potuto tradire quello che pensavo da giovane militante”.

Da sempre legato a Giorgia Meloni, conosciuta nel 1996, ai tempi in cui entrambi erano militanti della struttura giovanile di Alleanza Nazionale, quest’anno è stato indicato come capolista alle Elezioni Regionali della Toscana, nel collegio di Firenze.

Francesco Torselli